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Brava Olimpia. Piacenza è troppo forte e va in Superlega

Coach Spanakis e capitan Garnica le stelle in un'altra stagione da ricordare

Brava Olimpia. Piacenza è troppo forte e va in Superlega

Un passo in più. La stagione dell'Olimpia va in archivio con la consapevolezza di chi, obiettivamente, ha ottenuto il massimo delle proprie possibilità. Perché Piacenza appartiene ad altre latitudini per storia, palasport, ma soprattutto budget e progetto. Perché se la “rinascita” della squadra che era retrocessa dalla A1 aveva consentito agli emiliani di riabbracciare una stella di prima grandezza come Alessandro Fei che era già sulla via di Bergamo, la pecunia e gli obiettivi hanno consentito, qualche mese più tardi, anche l’ingaggio di Giulio Sabbi che – a sua volta – aveva già trovato l’accordo con gli orobici.

Questione di “peso” e, appunto, di obiettivi: per Gas Sales il “double” Coppa Italia-Superlega pareva già ipotecato, per Olimpia – comunque splendida e oggettivamente unica antagonista della “corazzata” – una chance per una conferma ad alti livelli nella seconda serie nazionale. E così è stato. Visto che la compagine di patron Nicola Caloni si può tranquillamente definire la prima tra i “comuni mortali”. Dopo le prime due gare sostanzialmente ingiocabili data la netta ed inequivocabile superiorità del dirimpettaio che ha fatto bella mostra del suo roster di categoria superiore, gara 3 ha ricalcato – non solo nel punteggio – l’andamento della finale di Coppa Italia in febbraio. Esito analogo (sconfitta al tie-break), quantomeno Bergamo capace di ritrovare uno spirito combattivo che pareva essersi smarrito al cospetto del rullo piacentino. A prescindere dalla sesta sconfitta su sei nel duello, gli oroblu si sono ritrovati andando addirittura ad un passo dall’allungare la serie.

Un atteggiamento finalmente gagliardo che rimane la miglior cartolina di un’altra annata in prima linea per merito, in primis, del direttore d’orchestra, Alessandro Spanakis. Il tecnico romano, infatti, ha saputo guidare i suoi ragazzi ad una resa ben oltre, forse, le qualità individuali attraverso un lavoro chirurgico senza lasciare nulla al caso e confermandosi uno dei più preparati in circolazione. Un condottiero in panca, uno in campo: capitan Fernando Garnica, professione palleggiatore, è stato l’anima dell’Olimpia dall’alto d’esperienza, classe e carisma si è rivelato l’uomo in più capace di esaltare, a sua volta, le doti dei compagni. Due simboli i cui nomi sono marchiati a fuoco su una cavalcata stoppata soltanto sul più bello. Ma che ha consolidato la voglia d’essere protagonisti. Sempre e comunque. 

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