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Olimpia, la Coppa Italia resta stregata

Bergamaschi avanti 2-1, poi si scatena Fei e trascina Piacenza al successo

Olimpia, la Coppa Italia resta stregata

Fermati ad un passo dal sogno Coppa Italia. Per il secondo anno consecutivo. Come Roma al PalaFlorio di Bari dodici mesi fa, è Piacenza all’Unipol Arena di Bologna a spegnere l’Olimpia proprio sul più bello.

Più che la Gas Sales però è stato Alessandro Fei l’uomo spacca partita, un fenomeno che definire tale sembra ancora riduttivo tanto da non essere stoppato neppure da un piede rotto: 31 punti che significano, a 40 anni, l’ennesimo trofeo in bacheca. Non certo il più importante per uno che ha vinto ad ogni latitudine, in ogni caso qualcosa di speciale. Quel qualcosa di speciale che invece sarebbe potuto divenire unico per Bergamo, che ha accarezzato a lungo l’impresa.

Dopo un approccio troppo timido, infatti, i ragazzi di Spanakis – trascinati dalla bellezza di 600 tifosi cosi come da un ottimo Nicola Tiozzo – hanno ribaltato la situazione e possono racchiudere nel quarto parziale la fetta più grossa dei rimpianti, per quel pizzico di lucidità venuta meno nella fase punto a punto. Perché poi nel tie-break è emersa tutta l’esperienza di Piacenza che, unita a qualche errore di troppo degli oroblù (ben tre servizi in rete) per permettere a “Fox” Fei prima di mettere il punto esclamativo e poi di alzare il trofeo. Che, per un’Olimpia comunque da applausi scroscianti, resta invece una maledizione.  

Cosi il presidente Nicola Caloni:  "La Coppa Italia - ha dichiarato a "L'Eco di Bergamo" - ci è sfuggita semplicemente perché Fei ha giocato questa finale da quel grande campione che è, però al di là del risultato finale sono molto soddisfatto che la nostra squadra e la nostra società siano state protagoniste di questa grande giornata di pallavolo. Sono venuto a Bologna con il pullman dei tifosi e ho potuto constatare personalmente e concretamente l’abbraccio dei tifosi e della città di Bergamo nei confronti di squadra e società. Abbiamo giocato alla pari con Piacenza, mostrandoci a tratti, come nel terzo set, anche superiori: questo significa che non siamo arrivati per caso a giocare l’ultimo atto della Coppa Italia. Essere arrivati a Bologna, per la seconda finale consecutiva, è frutto di un lavoro che in questo club ha coinvolto veramente tutti. Ora torniamo a concentrarci sul campionato, perché la stagione non è finita e vogliamo recitare fino in fondo il nostro ruolo di protagonisti". 

 

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