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L’Ungheria a tavola

Dal dolce al salato: alla scoperta di cinque piatti tipici del paese magiaro

L’Ungheria a tavola

 

Come si mangia in Ungheria? La cucina spazia dai sapori forti dei piatti tradizionali alle inedite suggestioni della cucina moderna.

La varietà è infinita e la qualità-prezzo è ottima.

Il tutto ha radici storiche, con tre eventi in particolare che ne hanno influenzato il percorso culinario. Il vivere per decenni vicino al bacino dei Carpazi, innanzitutto, ha favorito l’introduzione del maiale, oggi elemento base per numerose pietanze. In secondo luogo il matrimonio di Mattia Corvino, re d’Ungheria, con Beatrice d’Aragona, figlia di Fernando I re di Napoli, ha consentito di prendere ispirazione dall’innato talento italiano. Infine, la dominazione turca durata 150 anni, ha portato la paprika a divenire una spezia-base tra i fornelli.

 

Tra dolce e salato ecco una top 5 dell’arte culinaria magiara:

1. Goulasch: è il piatto forte della tradizione. La ricetta tradizionale prevede una zuppa a base di carne, patate, soffritto di cipolla e carote. L’ingrediente principale è la già citata paprika. 

2. Salame ungherese: è un tipo di salume preparato macinando finemente carne magra e di grado del suino. Il piatto viene completato aggiungendo sale, pepe nero e bianco e, ovviamente, la paprika.

3. Kurtoskalacs: conosciuto anche come camino dolce o torta a camino (per la sua forma), fa parte anch’esso delle tipicità. È cotto su uno spiedo ciclico che ruota lentamente sul fuoco.

4. Dobos Torte: dolce tradizionale della capitale Budapest. È composto da sei strati di biscotto che si alternano ad altrettanti di crema al cioccolato fondente. Il tutto finito con una copertura di caramello.

5. Palacinta: è una crepe di farina, uova, zucchero e latte. A completare il ripieno di marmellata o cioccolato.

 

Come è facilmente intuibile, i piatti ungheresi si contraddistinguono per sapori assai decisi. Facile dunque immaginare che sia un digestivo ad andare per la maggiore: è la Palinka, una grappa ricavata da prugne, pesche o miele, molto alcolica (la sua gradazione va infatti dal 37,5% all’86%).

E questo è solo un piccolo assaggio dell’Ungheria a tavola: "Jó étvágyat"!

 

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