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Un mese di Olimpia...Aprile

La Monini Spoleto spezza il sogno dell’Olimpia ma non cancella una grande stagione

Un mese di Olimpia...Aprile

 

Non è bastata una prima fase dominata con 10 punti di margine sulle inseguitrici, un brillante terzo posto nella Pool A e un quarto di finale chiuso in due gare con Brescia: la corsa alla Superlega si ferma in semifinale.

Una prima fase di stagione dominata

Merito di un avversario più smaliziato, più esperto, più lucido nelle fasi calde dei tre confronti giocati. La Caloni Agnelli, invece, si è svegliata troppo tardi, sotto 0-2 sia nel computo totale che nei set: solo in quell’istante lo smalto che ne aveva contraddistinto l’annata si è miscelata a rabbia ed orgoglio ha portato i nostri a giocarsi gara 3 al tie-break. Poi però un altro black out, da 8-8 a 8-12, ha definitivamente mandato in orbita gli ospiti lasciando a bocca asciutta un Palasport che aveva provato a spingere i nostri all’impresa. Un’impresa a cui è mancato proprio un ultimo scatto. Come lo scorso anno quando a stoppare l’allora matricola terribile fu la BCC Castellana Grotte, poi promossa. Nella scorsa stagione i pugliesi la spuntarono su Bergamo e su Spoleto con due “remuntade” da urlo, entrambe partite con un doppio svantaggio. I ragazzi di Graziosi, invece, non sono riusciti a fare il copia e incolla: ora la Monini ritenterà il salto di categoria nell’ultimo atto con Siena.

Per la Caloni Agnelli resta un percorso da voti altissimi (un 9 pieno, nel potenziale registro, non lo toglie nessuno) reso tale anche dalla storica finale di Coppa Italia di Bari contro Roma. A prescindere dal doppio esito negativo va sottolineato come in un solo biennio i rossoblù abbiano saputo issarsi nel gotha della seconda serie nazionale, tornando ad infiammare la passione pallavolistica cittadina all’insegna della correttezza e di un modo sano di intendere lo sport, in ogni sua dimensione. In questo quadro, infatti, va evidenziata anche la crescita del settore giovanile con il consorzio One Team (triumvirato tra Olimpia, Azzano e Nembro). Insomma, da una parte la ferita provocata dall’eliminazione, dall’altra è altrettanto forte la consapevolezza che si stiano ponendo basi decisamente importanti. Dunque applausi, sempre e comunque. Che riconoscano il valore del presente e fungano da leva per il futuro.

 

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