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Un weekend nella “Parigi dell’Est”:
Budapest, la perla del Danubio

Guida pratica per 48 ore nella capitale dell’Ungheria: città unica, vivace, perfetto connubio tra arte e storia

Un weekend nella “Parigi dell’Est”:<br />
Budapest, la perla del Danubio

 

Un all-in a Budapest? Istruzioni per l’uso e una certezza: impossibile non lasciarvi un pezzetto di cuore. Buda e Pest, il Danubio, il profumo ancora intenso delle storiche traversie che hanno caratterizzato il passato e lo slancio con cui si vive il presente tra la dinamicità di giorno e l’avvolgente movida al calar del sole.  

 

GIORNO 1

La partenza è pressoché “obbligata” perché prodigio “chiama” prodigio: se il Danubio lo è per natura, il Ponte delle Catene (Széchenyi Lánchíd) per il 1849, anno della sua inaugurazione, lo è nel campo ingegneristico per unire le due città di Buda e Pest. Attraversandolo si possono ammirare le decorazioni con statue di leoni. Prendendo la direzione di Buda, si trova il Siklò, una caratteristica funicolare costruita nel 1870, con la quale si può arrivare alla piazza davanti al Castello di Buda (o Palazzo Reale), che è patrimonio UNESCO. Dopo essere stato sede dei sovrani ungheresi per sette secoli, oggi ospita la Galleria Nazionale Ungherese e la Biblioteca Nazionale Széchenyi , che conserva splendidi codici rinascimentali. E la mattinata si può concludere con una passeggiata nel quartiere adiacente tra edifici medievali, barocchi e ottocenteschi. Due orette pomeridiane vanno spese per il Bastione dei Pescatori, panoramico e in stile neogotico, per omaggiare i pescatori – nel Medioevo - incaricati della difesa della zona e per la Chiesa di Mattia, dedicata alla Madonna, ma che porta il nome dal re che la fece ristrutturare nel 1470.  La miglior maniera per chiudere la visita di Buda è riattraversare il Danubio e fare rotta su Pest con il Parlamento a dominare la scena e per il quale si consiglia la visita guidata: ideato da Imre Steindl a fine XIX secolo in stile neogotico in modo che fosse alto quanto la cattedrale, a simboleggiare l’equilibrio fra i poteri. Budapest però è anche una realtà non solo contrassegnata, ma anche segnata dalla storia: in tal senso si deve leggere il monumento all’Olocausto, Scarpe sulla riva del Danubio, creato dal regista Can Togay e dallo scultore Gyula Pauer: una serie di scarpe metalliche che ricordano le fucilazioni degli ebrei lungo il fiume da parte delle milizie magiare delle Croci Frecciate nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

 

GIORNO 2

Il secondo giorno può cominciare da un altro Ponte, che collega Buda e Pest, ed è quello della Libertà al quale si fa riferimento anche per un’antica leggenda: se, mentre lo si percorre a piedi, si esprime un desiderio esso si esaudirà più rapidamente grazie all’intervento dei Turul, mitici uccelli, raffigurati in cima ai piloni. Una volta in Pest prima tappa nella splendida Basilica di Santo Stefano che custodisce il braccio mummificato del santo, fondatore dell’Ungheria. La chiesa, con una cupola che regala un panorama mozzafiato, è ulteriormente affascinante anche per il suggestivo contrasto tra il sobrio esterno e l’interno ricco di mosaici e marmi con opere dei principali artisti magiari. Si resta nel sacro, un’oretta abbondante più tardi, con la Grande Sinagoga – la quarta al mondo, che può ospitare oltre tremila persone - nei cui pressi spicca il Tempio degli Eroi, in ricordo degli ebrei morti nella Prima Guerra Mondiale nonché un salice con foglie metalliche con incisi i nomi delle vittime dell’Olocausto. Altra visita approfondita – almeno tre ore – merita Terror Háza (Casa del Terrore) che si trova in un edificio del 1880 sul viale Andrássy ed era utilizzato dalla polizia sia nazista che comunista come quartier generale. Altro passaggio che non si può non segnare in rosso nel proprio itinerario è al Vàrosligét, il parco situato a nord-est. Per ritemprare il corpo dalle fatiche, infine, i Bagni Széchenyi – i più grandi d’Europa – rappresentano la miglior maniera per un saluto a Budapest all’insegna del totale relax (apertura dalle 6 alle 22, tutti i giorni).

 

DOVE MANGIARE

  • Colazione

Nel cuore di Budapest, a Vaci Utca la via principale della città, il Szamos Gourmet Palace (1935) è il posto ideale per abbinare al meglio qualità e prezzo con le torte a dominare la scena. In particolare si consiglia la “Esterhazy”, a base di nocciola e crema al brandy.

Per togliersi uno sfizio all’insegna del lusso, invece, la meta per eccellenza è il sontuoso New York Cafè, all’interno dell’Hotel Boscolo, a 10’ a piedi dalla Grande Sinagoga: ambiente che riporta nello sfarzo dell'impero austroungarico, stucchi e ori in un trionfo del barocco.

  • Pranzo/Cena

Per apprezzare a dovere le leccornie della cucina magiara rivisitata si consiglia Borssó Bistro, in Királyi Pál u. 14 oppure il suggestivo Sir Lancelot Knights, locale a tema contraddistinto da lunghi tavoli uniti tra loro, con tanto di camerieri che indossano abiti medievali.  

  • Drink

Il Szimpla Kert, in Kazinczy utca 14,  è il ruin pub più famoso di Budapest. Definito come “eccellente” dal 76% degli utenti di TripAdvisor ne ha davvero per tutti i gusti e a prezzi contenuti in una location caratterizzata da oggetti ed arredi talmente eterogenei da divenire straordinariamente omogenei. Un inno alla creatività nel quartiere ebraico. Non molto distante Gozsdu Udvar è invece una vivace stradina di circa 300 metri brulicante di locali per un’immersione totale nella movida ungherese.

 

 

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