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Ungheria e tradizione, due note
dello stesso spartito

Usanze in pillole di un popolo dalle radici mai dimenticate

Ungheria e tradizione, due note<br />
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"Facile è entrare nella casa dell'ungherese, ma è difficile andarsene"

Un detto-emblema che fotografa alla perfezione il concetto d’ospitalità, talvolta perfino esasperato, del magiaro verso lo straniero. Sarà per la sua inclinazione spiccatamente multietnica, per la sua storia così variegata o per le sue mille contaminazioni culturali, fatto sta che siamo di fronte ad un autentico crogiolo al cui interno si possono racchiudere una miriade di usanze.

Eccone qualche assaggio:

INVITI – La gran parte degli ungheresi predilige il divertimento fuori casa, dunque un invito rappresenta qualcosa di lusinghiero. In tal caso immancabili un mazzo di fiori (in numero dispari, che non sia 13 considerato sfortunato…), una bottiglia di vino locale, del cioccolato o un liquore dell’Europa occidentale.

BRINDISI – Al contrario di ciò che si può far accadere con il vino, mai far tintinnare un boccale di birra con gli ungheresi: è cosi infatti che gli Asburgo celebrarono la sconfitta di Lajos Kossuth nella guerra d’indipendenza del 1848-9.

ALCOL E PARTICOLARITA’ – Il consumo di alcol è elevato vista la media annua di 16,3 litri per persona, forse anche perché le bevute in compagnia sono ritenute molto importanti nel contesto sociale. Va tuttavia sottolineato che esse, talvolta, possono finire in lacrime. Un’anomalia talmente marcata da essersi meritata un’espressione ad hoc: 'sírva vigadni', ovvero ‘godere tristemente’.

NO AL DENARO – Nelle conversazioni si può trattare ogni argomento tranne il denaro che rappresenta un tasto particolare. Per tradizione, infatti, lo si considera un argomento di cattivo gusto tanto quanto ostentare la ricchezza nel look.

12 MESI DI FOLKLORE – A proposito di compagnia, c’è anche la musica ad essere parte rilevante della cultura magiara, basti pensare alla miriade degli appuntamenti storicamente in calendario. A partire dal Capodanno, con danze e concerti all’Opera nel segno dei fasti austroungarici, per proseguire con il Festival del Cinema di Budapest a febbraio e la festa nazionale della rivoluzione del 1848 il 15 marzo. Nello stesso mese il Festival di Primavera di Budapest, rassegna di richiamo internazionale della durata di due settimane, incentrata su spettacoli, conferenze, mostre e sagre enogastronomiche. Il 20 agosto invece la Festa della Costituzione e di Re Santo Stefano, in settembre le Giornate del Jazz a Debrecen mentre il 23 ottobre la festa della Repubblica, lungo ed ideale viatico verso il Natale Ungherese.

 

 

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